lunedì 20 novembre 2017

LA LUNGA MARCIA (SEGRETA) DELLA RIVOLUZIONE LIBERALE: CONFESSIO EST REGINA PROBATIONUM


https://sengun-sengun.av.tr/madmin/lib/images/blog/34-confessio-est-regina-probationum-latince-ikrar-delillerin-kralicesidir.png

1- PREMESSA.
Inquadrare il tema che stiamo per trattare nell'ambito del discorso del blog è piuttosto agevole ma, allo stesso, tempo, difficoltoso, proprio perché un inquadramento esauriente esigerebbe la rassegna di un numero elevatissimo di post, commenti, e brani pertinenti, al punto da poter meglio essere espresso in un libro: un intero libro che, peraltro, non è detto che non si faccia, risultando ciò particolarmente utile in considerazione dell'assenza totale di una seria analisi organica, di fatti e fonti, nell'intero panorama culturale italiano.

1.1. Ci pare comunque sufficiente, ai fini di un primo approccio, la sintesi operata da Bazaar in questo suo contributo (grazie a Lucasant per il "reminder") di cui riporto il passaggio fenomenologicamente centrale:
"Ciò che sta accadendo è eversivo, progettato ingegneristicamente by stealth, da interessi miopi di ceti e dinastie che per fare gli interessi nella loro breve, miserabile e inutile vita, godono del pensiero di progettare un futuro per chi rimarrà (se rimarrà) anche dopo di loro.
Un progetto a lunghissimo termine finanziato da chi non ha mai neanche veramente vissuto. Così, per l'ebbrezza del potere spacciata mafiosamente come "responsabilità" di chi "prende le decisioni che contano".
1.2. Del "progetto a lunghissimo termine" (nella sua proiezione futura ma, anche con tutta evidenza, nel tempo già trascorso di sua attuazione operativa), nell'ambito della dialettica che contrappone democrazia formali, cioè liberali, e democrazia sostanziali, cioè sociali, con il (riuscito) intento di ripristinare le prime a danno delle seconde, abbiamo parlato in così tante occasioni da farne, come detto, la cifra di lettura unificante di questo blog (e dei libri che ne sono scaturiti).
Offriamo però, - per una schematizzazione dei concetti interpretativi necessari ad avere piena consapevolezza della fonte che andremo successivamente a riportare-, un possibile elenco di post  e di sintetiche chiavi di lettura che contengono a loro volta fonti storicamente certe sui contenuti e, specialmente, sulla provenienza (in larga parte ascrivibile in modo diretto a chi questo "progetto" ha finora realizzato e gestito):
a) la prima "chiave" è una pagina di Habermas", tratta da (1992) Morale, Diritto, Politica, (Torino, Einaudi) e che parla proprio di sovranità popolare e costruzione europea (essendo scritto mentre si redigeva l'Atto Unico, cioè il contenuto fondamentale di Maastricht, prima che "sovranità" diventasse una parolaccia con cui aggredire gli avversari della de-democratizzazione eurotrainata):

http://it.manuelcappello.com/wp-content/uploads/2012/03/habermas-potere-comunicativo-IMG_4868.jpg

b) la seconda "chiave" è questo "motto programmatico di Spencer, che peraltro riflette la maturazione di un disegno di potere consolidatosi progressivamente nei due secoli precedenti:
"La funzione del liberalismo in passato fu quella di porre un limite ai poteri del re. La funzione del vero liberalismo in futuro sarà quella di porre un limite ai poteri del Parlamento".
"lo stesso instaurarsi del consumismo di massa in sè, indicava una via di reazione che il sistema conteneva già in sè e consentiva, quindi, un'evoluzione adattativa che restaurasse il modello capitalista auspicato (quello del famoso passaggio di Kalecky). 
E questo nella coscienza che ciò potesse farsi con la dovuta gradualità necessaria per attendere sia il consolidarsi della imminente vittoria definitiva sul socialismo "reale", sia lo sfaldamento della linea politico-elettorale incentrata su diversi livelli di concessione sul fronte del welfare... 
...Non "l'economia", ma "i controllori" dell'economia, come fenomeno di potere, prima ancora che come disciplina accademica, anch'essa utilizzata strumentalmente (come attesta un apposito capitolo della "Storia dell'economia" di Galbraith, pagg.312 e ss. e, in particolare, pag.314 sulla "presa" dell'economia classica sugli economisti, in quanto "al servizio di interessi professionali e di interessi economici più vasti degli interessi costituiti..."), hanno, attraverso i media, creato un discorso globale con il linguaggio pop. 
Di cui la pubblicità è parte (ad es; "abbiamo l'escusiva", e da lì in poi), fornendo ma anche facendosi rifornire, da accademia, cinema, gossip e, ovviamente, dalla sintassi e dai contenuti giornalistici: tutti quanti insieme creano una sorta di ghost institution che predetermina e fertilizza a livello di massa, il pensiero acritico su cui attecchisce la trasformazione politico-istituzionale... 
Si è creata così una sostanza apparente, un discorso-involucro indistinguibile dai fini dissimulati, che ha tramutato i vecchi valori in slogan che li svuotano in modo rassicurante, offrendo la continuità di un'illusoria identificazione comune (alla elite ed alla vastissima maggioranza dei "dominati"): perchè tutto è pop, cioè sintetizzabile in gingles equiordinati nella loro rilevanza (e che instaurano incessanti "stati di eccezione": "lo vuole l'Europa", "combattiamo il razzismo", "ridurre il debito assicura la stabilità finanziaria", "occorre pensare alle fasce più deboli", "il femminicidio", "l'emergenza mal tempo").
d) la quarta "chiave", strettamente complemetare alle precedenti, deriva dalla metodologia gramsciana dell'analisi dinamica della struttura dei rapporti di forza:
"Le idee e le opinioni non "nascono" spontaneamente nel cervello di ogni singolo: hanno avuto un centro di irradiazione e di diffusione, un gruppo di uomini o un anche un uomo singolo che le ha elaborate e le ha presentate nella forma politica di attualità.". 
2- LE FONTI DIRETTE 
Ci fermiamo qui, per non dover scrivere...un libro e rinviamo ad altre "chiavi" di lettura, nel blog, per un eventuale approfondimento (http://orizzonte48.blogspot.it/2013/09/la-gabbia-cio-che-gli-uomini-debbano.html; http://orizzonte48.blogspot.it/2016/06/il-paradosso-uropeo-la-censura-sul.html; http://orizzonte48.blogspot.it/2017/09/cntri-di-irradiazion-vs-legalita.html; http://orizzonte48.blogspot.it/2017/08/la-trappola-dellodio-degli-agenti-di.html v. premessa e sviluppo).

2.1. Quello che è invece più interessante è che questo quadro di azione per la (ri)conquista del potere e, soprattutto, di controllo sociale, "al servizio di interessi professionali e di interessi economici più vasti degli interessi costituiti", trova perfetto riscontro in una fonte dotata del massimo grado di autorevolezza e scaturente dall'interno del gruppo di influenzamento, o "centro di irradiazione", più emblematico. 
"Vorrei tornare su un altro argomento trattato sul blog in lungo ed in largo in questi anni, e connesso a quello della democrazia, ovvero il problema mediatico-culturale, per proporre la voce di Hayek.
Quest’ultimo il primo gennaio 1980 scrive a Sir Antony Fisher e spiega chiaramente quale doveva essere la strategia per imporre il liberismo in tutto il mondo. Per il “futuro della civiltà”.
Il documento in originale si può leggere qui
Ho cercato di approntare una traduzione, sperando di poter semplificare la comprensione; mi scuso per gli errori. Sentiamo cosa dice Hayek:
Sono pienamente d'accordo con te che è giunto il momento in cui è diventato auspicabile e quasi un dovere estendere la rete di istituti del tipo costituito dall'Istituto di Londra degli affari economici. Anche se ci è voluto del tempo perchè la sua influenza diventasse evidente, questa ha ormai superato di gran lunga le mie più ottimistiche speranze. E almeno alcuni degli istituti che avete creato più di recente, soprattutto quello canadese, dimostrano che non si trattava di una mera fortuna speciale nel trovare persone insolitamente capaci di eseguirlo, ma che quando ripetuto, l'esperimento promette un uguale successo.

Quello che ho sostenuto trent'anni fa, che possiamo battere la tendenza socialista solo se siamo in grado di persuadere gli intellettuali, i marcatori di opinione, mi sembra più che ampiamente confermato. Se possiamo ancora vincere la corsa contro la marea socialista in espansione dipende dal fatto che siamo in grado di diffondere le intuizioni che si dimostrano molto più accettabili per i giovani, se giustamente esposte rispetto a quanto avessi sperato, in modo veloce e abbastanza esteso. Come continuo a dire, sono ottimista nel senso che se i politici non distruggono il mondo nei prossimi vent'anni, sono sicuro che poi una generazione nuova e meno fuorviata sarà in grado di prendere piede. Ma sono più sicuro che abbiamo vent'anni: mentre la crescente comprensione dei giovani mi rende speranzoso, quello che vedo accadere in politica mi rende più preoccupato per i prossimi dieci anni o giù di lì.

Il futuro della civiltà può davvero dipendere dal fatto che siamo in grado di catturare abbastanza in fretta l'orecchio di una parte abbastanza grande della prossima generazione di intellettuali in tutto il mondo. E sono più convinto che mai che il metodo praticato dall'Istituto di Londra è l'unico che promette tutti i risultati reali.

A volte sento che ciò che manca veramente di più è una comprensione da parte dei capitalisti stessi del merito di ciò che stanno facendo e del pericolo che essi e con loro siamo tutti di fronte. 
Sembrano condividere con i socialisti la convinzione che si tratta di una battaglia di interessi e non una battaglia di argomenti intellettuali che guidano l'evoluzione sociale
I tentativi di fare appello alla massa con la propaganda in cui a volte possono essere interessati sono inutili. Nessun sistema o propaganda sistematica può annullare gli effetti della predicazione di tre o quattro generazioni di giornalisti, insegnanti e letterati che hanno creduto onestamente nel socialismo. È solo attraverso quella classe si può sperare di influenzare l'opinione della maggioranza.
A volte ho disperato che questo potesse essere fatto a tutti. Ma l'influenza che ora appare aver raggiunto trent'anni di lavoro dell'Istituto per gli affari economici [NdF, ciò significa che il giochino è iniziato negli anni ‘50, come spiegato nel post di Arturo sul sistema del "Network" fondativo del progetto europeistico] mi ha reso ancora più ottimista. 
Nella costruzione di quell'Istituto, e nel provare la tecnica altrove, si è sviluppata una tecnica con la quale si è proceduto nella giusta direzione più che in qualsiasi altro modo. Questo dovrebbe essere usato per creare istituti simili in tutto il mondo e ora avete acquisito l'abilità speciale di farlo. Sarebbe denaro ben speso se grandi somme potrebbero essere rese disponibili per un tale sforzo concertato. Se questa lettera può aiutarla in ogni senso in tali sforzi, siete naturalmente libero di usarla in ogni modo che ritenete desiderabile. I vostri sforzi avranno certamente la mia benedizione”.

2.2. Ci pare che non si possa essere più chiari di così sulle "modalità dell'assedio" che è già stato portato a termine, in grandissima parte con successo. E, a rafforzamento ulteriore di questa autoricostruzione di un modus operandi di successo, citiamo il coerente sviluppo segnalatoci da Arturo e tratto da un più recente libro di una storica americana, ampiamente documentato sulle sue fonti dirette

"Traduco subito: “MacLean afferma che Charles Koch riversò milioni nel lavoro di Buchanan (premio Nobel per l'economia nel 1986 ed inventore della teoria della "public choice") alla George Mason University, i cui dipartimenti di law and economics somigliano più a think tank finanziati dal grande capitale che a facoltà universitarie. Koch usò Buchanan per selezionare i “quadri” rivoluzionari che avrebbero realizzato il programma (Murray Rothbard, al Cato Instituto fondato da Koch, aveva esortato il miliardario a studiare le tecniche di Lenin per applicarle alla causa libertaria). Fra loro iniziarano un programma per cambiare le regole del gioco.

I documenti scoperti da Nancy MacLean mostrano che Buchanan considerava la segretezza fondamentale. Diceva ai suoi collaboratori che “un segreto da cospiratori è indispensabile in ogni momento”. 
Invece di rivelare i loro obiettivi ultimi avrebbero proceduto con un gioco al rialzo [Qui ho tradotto così pensando a Caffè!]. Per esempio, per distruggere il sistema di sicurezza sociale, avrebbero affermato di volerlo salvare, sostenendo che non poteva sopravvivere senza una serie di “riforme” radicali [questa strategia mi fa menire in mente qualcuno :-). Ultimo di molti, ça va sans dire] 
[…] Gradualmente avrebbero costruito una “contro-intellighenzia”, alleata a un “ampio network di potere politico” che sarebbe diventato il nuovo establishment.”.

Tutto targato MPS, ovviamente. Che "stranamente" gradiva poco la storia. :-)".

sabato 18 novembre 2017

LA FED "VALIDA" ORIZZONTE48...CON 4 ANNI DI RITARDO. AUTORITARISMO (DEI MERCATI) E REDDITO "UNIVERSALE"

http://4.bp.blogspot.com/-LdS0g9mxFPw/VMNBktFZICI/AAAAAAAAPMk/5BeP-8kROOU/s1600/Von-Hayek-visto-da-Barra-Caracciolo.jpg
"Non vi è motivo per cui in una società libera lo stato non debba assicurare a tutti la protezione contro la miseria sotto forma di un reddito minimo garantito, o di un livello sotto il quale nessuno scende. E' nell'interesse di tutti partecipare a quest'assicurazione contro l'estrema sventura, o può essere un dovere morale di tutti assistere, all'interno di una comunità organizzata, chi non può provvedere a se stesso." (F. A. von Hayek, Legge, legislazione e libertà, Il Saggiatore, Milano, 2000, pag. 292). E il cerchio si chiude.
1. Rammenterete certamente questi passaggi di un post di inizio 2014, che abbiamo più volte riportato (qui, pp. V-VIII), e che "riduco" allo sviluppo essenziale ai fini del discorso che stiamo per svolgere:
"V. Ora perchè credono che un sistema incorreggibile possa andare avanti?
Per il semplice fatto che "possono"...farlo andare avanti. E' una questione di potere, esattamente come evidenziò Kalecky nel parlare della rinuncia, da parte dei capitalisti, alla piena occupazione, ed ai maggiori profitti connessi, come obiettivo ben più appetibile della prospettiva, alternativa, della rinunzia alla "disciplina nelle fabbriche" e al controllo delle istituzioni di governo.
Dunque, oggi, poichè "possono", sostengono che, nonostante il "loro" modello sia portatore di disoccupazione diffusa e distruzione della domanda aggregata, e nonostante ciò nel lungo periodo distrugga la base di investimenti, tecnologie e di potenziale demografico necessari per perseguire il "loro" stesso disegno, , come dice Krugman, "stavolta è diverso"...
Alla fine dei giochi, tutto questo "gioco di potere", è proprio del capitalismo sfrenato, una volta che si sia, nella forma "nuova prescelta", insediato in super-istituzioni e intenda rendersi "bene accetto", appunto, come ordoliberismo.
Il punto debole politico di questa strategia, però, -quello economico è talmente evidente che non ha bisogno altro che di attendere la catastrofe inevitabile-  è l'intrinseca visione mercantilista egemone germanica: che si trova a fronteggiare le diverse esigenze del "liberoscambismo" interatlantico, che si fonda su una diversa concezione, molto più pragmatica, della stessa piena occupazione. Quest'ultima, nella visione sostenuta dagli USA, non è un bene sacrificabile quanto lo è la tutela sociale del lavoro
I "consumatori", sebbene ora miopemente "separati" dalla concezione "fordista" - che accetta che i salari (nominali) crescano con la produttività (nominale) e non debbano essere sacrificati per una gigantesca redistribuzione, chiamata attualmente "stabilità dei mercati finanziari"-, devono pur sempre esserci e costituire una massa "matura" di potere d'acquisto, in assenza della quale neppure la liberalizzazione, per mezzo di un trattato, di ogni possibile servizio (pensioni=fondi finanziari privati e sanità=assicurazioni private) o settore di mercato (magari la stessa difesa), sortirebbe gli effetti auspicati: cioè quelli sui profitti delle imprese che si vedano aperti nuovi "liberi mercati".
VI. Il problema è che gli USA…non hanno capito che, una volta accettato di non contestare il legame tra limitazioni del deficit pubblico e auspicata destrutturazione definitiva del welfare, le riforme strutturali provocano un effetto politico di rafforzamento delle tendenze mercantiliste che oggi vorrebbero combattere: si tratta sostanzialmente della sindrome "dell'apprendista stregone", (opposta a quella del "questa volta è diverso")...
Una volta evocato il capitalismo sfrenato non si può poi fermarlo a piacimento: il "lavoro-merce" diviene un problema di arretramento oltre gli stessi desiderata dell'improvvido apprendista.
Riusciranno a fermare tutto questo, se veramente sono interessati a questo tipo di "recupero" delle potenzialità dei mercati UEM?
VII. Per farlo devono comprendere le ragioni profonde della loro stessa crisi sistemica: il neo-liberismo, non è buono se legato alle "nuove" politiche monetarie, mentre diviene "cattivo" se trasposto in Europa in forma di ordoliberismo a matrice mercantilista tedesca. Ma non è possibile ritenere che un ripensamento di questo genere avvenga, da parte loro, in tempi accettabilmente brevi e senza traumi al loro stesso interno
VIII. ...E ciò, vista anche l'evoluzione della situazione "globale", che implica un progressivo cedimento della "facciata" marmorea di una governance mondialista affidata alla grande finanza, ormai irreversibilmente screditata. 
In una situazione, cioè, in cui il capitalismo finanziario finisce per essere come un condannato con la "condizionale",  questa sorta di "epigrafe", vale nell'orizzonte del breve periodo…Avranno perso ogni legittimazione anche di mera facciata, e il controllo mediatico non basterà più: come potranno i giornalisti di regime e i banchieri istituzionalizzati chiedere ancora alle masse di disoccupati e lavoratori precari, spogliati di ogni sicurezza sociale e dei loro risparmi (e prospettive di risparmio) di sopportare ancora i costi della crisi che "loro" avranno nuovamente provocato?
Nel medio-lungo periodo, dunque (quando ancora non "saremo tutti morti", si spera), questa incomprensione, o incompleta comprensione, degli effetti del neo-liberismo, porterà inevitabilmente a ripensamenti e revisioni da parte di tutti gli attori (USA in primis): tanto più traumatici per tutti, quanto più sarà ritardata l'espulsione dai processi decisionali degli attuali componenti della stessa governance "globale…". 
 
2. Ma l'ostinazione a conservare un mercato del lavoro, e un assetto della produzione, in cui finanziarizzazione e crescita salariale a malapena legata alla produttività reale (a malapena: come piaceva a Hitler...), provoca un'inesorabile destabilizzazione sociale (cfr; p.5, con tanto di risvolti €uropei) e il rimedio, lo abbiamo già visto, è questo: 
"La tendenza alla militarizzazione dell'attività di polizia è già largamente in atto negli USA: le sue implicazioni in una "federazione interstatale" di tipo liberoscambista, cioè governata dai "mercati", sono evidenti e ne abbiamo discusso qui. Quanto e con quali prospettive sia in atto, ve lo riporto e si ascrive alla voce "cop or soldiers?  In USA. 
Nell'€uropa della pace e della cooperazione tendono a risolvere lo stesso problema in modo radicale: non ponendoselo affatto:
"Alla fine l'epicentro e i fenomeni anticipatori delle (più varie) situazioni sono sempre gli USA:
a) War Weapons For America's Police Departments: New Data Shows Feds Transfer $2.2B In Military Gear (da Forbes)
b) Militarization of police- From Wikipedia (!), the free encyclopedia
  c) Cops or soldiers? (The Economist)- America’s police have become too militarised.
Ora prendi come strutturalmente replicabile, nel liberismo mondialista, il prodiano "ma un giorno ci sarà una crisi..." Patapumf! Una bella bolla finanziaria la cui energia tellurica si sta già accumulando.
Può essere questa estate o l'anno prossimo o...chissà: dipende anche dalle condizioni politiche in USA per dare il via libera al nuovo "aggiustamento"...
Ed allora chiediti: perché credi che insistano così tanto per predisporre, al più presto, il mitologico €sercito €uropeo (a comando centralizzato teutonico)?
Lo sanno quel che succederà quando adotteranno le nuove ondate di austerity emergenziale per "uscire dalla crisi" (e probabilmente gli piace pure immaginarselo).
E poi: quale concreto modo risulterebbe migliore per SOSPENDERE LE ELEZIONI (che anche idraulizzate non sarebbero più a €sito controllabile)?
Magari, in Italia, i carri armati non saranno guidati da soldati italiani.
Almeno nelle fantasie di molti €uropeisti...".
3. La cosa interessante, e anche inquietante, per la verità, è ritrovare in un articolo di Zerohedge, - a sua volta ispirato da un articolo di Reuters,- la formulazione operativa di previsioni ed analisi sostanzialmente coincidenti con quelle sopra riportate, ma compiute partendo da presupposti economico-sociali, "critici", palesemente opposti (sostanzialmente rothbardiani, come vedrete). 
E peraltro, compiute sul presupposto dell'abbandono di ogni speranza di una riforma del loro mercato del lavoro, in favore della visione hayekiana del welfare di sussistenza; prospettiva, anch'essa ampiamente preannunziata in questo blog (v. la voce Elysium). 
I rimedi in preparazione sono programmati nonostante il discredito del paradigma monetarista-neo-classico e, per di più, ascritti all'orientamento che sta già maturando nella Fed. Ed ignorando a piè pari, naturalmente, una realtà dei dati socio-economici sempre più eclatante:
 

Aggiornato: 
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/ef/Productivity_and_Real_Median_Family_Income_Growth_in_the_United_States.png/450px-Productivity_and_Real_Median_Family_Income_Growth_in_the_United_States.png

https://www.brookings.edu/wp-content/uploads/2017/09/thp_20170926_thirteen_facts_wage_growth_figb.jpg


3.1. Ovviamente, tutto questo si pone in sinergia complementare al potenziamento autoritario militar-poliziesco, come appunto sottolinea Zerohedge (i commenti al testo tradotto sono tra parentesi quadre):
"In un momento di rara capacità di visione, due settimane fa, in risposta alla domanda "Perchè gli "establishment media" stanno romanticizzando il comunismo [NdQ: mostrando peraltro di averne un'idea, a dir poco, ridotta a inesatti slogan propagandistici anni '50], l'autoritarismo, la povertà la fame, la polizia segreta, le uccisioni, l'incarcerazione di massa? WTF?", dicemmo che tutto ciò era semplicemente un "preludio al reddito universale fondato sulle banche centrali", o in altre parole, liquidità immessa dalla Fed e garantita per tutti [NdQ: idea "pietistica" di welfare-reddito di cittadinanza che, com'è noto, lungi dall'essere comunista, è invece formulata da Hayek e Friedman, fondatori della Mont Pelerin Society e principali teorici dell'ideologia neo-liberista].
Giovedì pomeriggio, in un nitido avvertimento su ciò che sta per accadereil Presidente della San Francisco Fed, John Williams, ha confermato i nostri sospetti quando ha affermato che per combattere gli effetti della prossima recessione, i banchieri centrali "globali" saranno costretti a mettere in campo una nuova serie di "soluzioni", poiché il semplice tagliare i tassi di interesse non funzionerà più, e in aggiunta a ulteriori QE e forward guidance - entrambi utilizzati largamente nell'ultima recessione - la Fed potrebbe dover usare i tassi di interesse negativi, così come strumenti mai sperimentati prima come il c.d. price-level targeting o il nominal-income targeting.
L'eclatante ipotesi è una tacita ammissione che come effetto dell'invecchiamento della forza lavoro e della drammatica pigrizia (!..."slack") che permane nella forza lavoro, la banca centrale USA dovrà intraprendere drastici provvedimenti per salvaguardare l'ordine e la coesione sociale (!). 
Secondo Williams', riporta Reuters, i banchieri centrali dovrebbero adottare tali misure in questo momento di “relativa calma economica” onde ripensare il loro approccio alla politica monetaria. 
Altre voci hanno fatto da eco alla implicita ammissione di Williams che, come risultato di 9 anni di tentativi della Fed di stimolare l'economia - riuscendo tuttavia soltanto a determinare la più grande bolla speculativa della Storia - gli USA si ritrovano in una strada economica senza uscita, come il Presidente della Chicago Fed Bank, Charles Evans, il quale ha di recente esortato ad un'urgente revisione della strategia della Fed; ma l'appello di  Williams di una reimpostazione mondiale delle politiche economiche è notevolmente più ambizioso [NdQ: il che non fa di Evans e Williams degli sconsiderati che non tengono conto della realtà...quella realtà che invece Zerohdge pare non aver ben chiara, nonostante i sottostanti grafici]
https://mishgea.files.wordpress.com/2017/02/debt-composition-2017-02-16.png [NdQ: Se tirate una linea nel grafico sottostante, le insolvenze sono agli stessi livelli del 2007 e non sono mai "scese" al di sotto del livello precedente all'ultima crisi, mentre il debito complessivo, come si vede dal grafico soprastante, è tornato allo stesso livello...]

https://mishgea.files.wordpress.com/2017/02/debt-delinquencies-2017-02-16a.png

"Tra gli altri suggerimenti avanzati da Williams sono considerati non solo i tassi di interesse negativi ma anche l'innalzamento del target di inflazione - al 3%, 4% o anche più, nel tentativo di abbattere il debito [NdQ: privato, sia chiaro] rendendo insopportabile la vita alla maggioranza della popolazione - considerando tale quadro di nuove politiche monetarie [NdQ: il nostro rothbardiano di ZH con questa considerazione dell'inflazione, implicitamente negatoria della curva di Phillips, non può poi altro che arrivare al seguente "gran finale"]. 
Tuttavia, anche il "lunatico" più "colomba" (dovish) della Fed deve ammettere che queste strategie avrebbero dei costi, incluso il divergere ampiamente dal corrente approccio della Fed. O forse no: "il price-level targeting, ha detto, è vantaggioso perché si adatta in modo "relativamente facile" a tale framework corrente."
Considerando che per la parte più cospicua di un decennio la Fed ha prescritto tassi di interesse più bassi e ZIRP [NdQ: politiche di tassi di interesse "zero"] come cura per l'economia moribonda degli USA, solo per invertire la direzione e poi proporre tassi più alti come soluzione di tutti i problemi, non è sorprendente che anche le più folli proposte siano  attualmente contemplate perché si adattano "in modo relativamente facile" al framework corrente". 

4. Non so a voi, ma a me pare che tutto questo sarcasmo sia fuori luogo.
L'unica cosa che si può condividere è che l'autoritarismo, "dei mercati", è intrinseco nel fatto (istituzionale) di lasciare che siano le banche centrali indipendenti a gestire problemi di equilibrio e di crescita dell'economia reale: cioè problemi di piena occupazione, e di de-valorizzazione del lavoro (dei cittadini comuni di tutto l'occidente), che si sono incartati in una minaccia di "bolla epocale". 
Ed appare evidente che sostenere il "reddito universale" (o di cittadinanza) è l'altra faccia di questo stesso autoritarismo.